VIVAIO GARDEN FOREST

kokedama Hoya lisa

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Kokedama significa letteralmente “perla di muschio” e si intende una specifica tecnica di coltivazione usata in Giappone già dal 1600.  Il nome deriva dalla composizione del substrato originale, dato da un grosso nucleo interno di Akadama (uno strato di argilla minerale rossa) e Keto (torba), completamente rivestito da muschio. Questo tipo di lavorazione può essere utilizzato per la maggior parte delle piante, rendendole ancora più scenografiche ed originali. Sul nostro sito troverete delle originalissime idee, adatte a tutte le occasioni, sapientemente realizzate dalle mani esperte di nostri collaboratori. 


Come annaffiare un kokedama:
Annaffiare queste sfere di muschio può sembrare impossibile ma in realtà è semplicissimo! Tutto ciò che dovrete fare è  prendere una bacinella con acqua a temperatura ambiente, immergete il kokedama nell’acqua, prestando attenzione al muschio che lo riveste e attendere 5 circa. Strizzate la base per togliere l’acqua in eccesso, fate asciugare un po’ il kokedama e una volta fatto rimettetelo al suo posto.

Come concimare un kokedama:

Anche in questo caso la procedura è davvero semplice! Vi basterà scegliere un concime liquido e biologico adatto al tipo di pianta presente del Kokedama, aggiungerlo all’acqua con cui dovrete innaffiare e il gioco è fatto!

Hoya australis lisa conosciuta con il nome di “fiori di cera” per la struttura cerosa delle foglie e dei fiori delicati e spettacolari. Pianta rampicante, richiede un supporto, con foglie carnose di colore verde scuro variegato e lucide.

I fiori sono profumati a forma di stella, di colore bianco con centro rosa. Formano grappoli a forma di ombrello di 15-20 fiorellini di lunga durata.

Originaria delle zone più calde del sud est dell’Asia, dell’Australia e di diverse isole del Pacifico. Perenne e sempreverde. Molto diffusa nei climi mediterranei e molto fiorifera.

La fioritura avviene solitamente in tarda primavera fino in autunno su piante di almeno due anni. Dopo la fioritura non recidere lo stelo, perché spesso la pianta rifiorisce sullo stesso stelo.