VIVAIO GARDEN FOREST
LIPPIA REPENS (ERBA TAPPETO) VASO 18
Ritiro disponibile presso la sede Via Forche Caudine, snc
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Caratteristiche botaniche e tecniche del lippia repens (erba tappeto)
La Lippia repens (Phyla nodiflora), venduta come erba tappeto, è una tappezzante erbacea sempreverde a crescita strisciante, usata come alternativa al prato tradizionale in aree difficili da falciare o come riempitivo tra le lastre di un vialetto. Forma in poco tempo un tappeto fitto e basso, resistente al calpestio moderato e molto tollerante alla siccità una volta radicata. Questo esemplare è coltivato in vaso 18, formato da moltiplicazione pensato per l'impianto a gruppi ravvicinati.
Portamento
Pianta erbacea perenne a portamento strisciante e tappezzante, alta pochi centimetri da terra (in genere 3-8 cm, un poco di più se non calpestata). I fusti sottili corrono orizzontalmente e radicano ai nodi a contatto con il terreno, allargando rapidamente la copertura. Una singola pianta di vaso 18, messa a dimora in condizioni favorevoli, può coprire nel giro di una stagione una superficie di 30-50 cm di diametro, ed è per questo che di solito si mette a gruppi per accelerare la chiusura del tappeto.
Fogliame
Foglie piccole, opposte, di forma ellittica o a spatola, lunghe circa 1-2 cm, di colore verde medio, con margine leggermente dentellato nella metà superiore. La consistenza è morbida ma non fragile, e il fogliame resta verde per gran parte dell'anno nei climi miti, mentre nelle zone con inverni più freddi la parte aerea può diradarsi e riprendere vigore in primavera dagli stessi stoloni.
Fioritura
Fiorisce dalla tarda primavera fino all'autunno, in modo continuo ma discreto: produce piccole infiorescenze globose, portate su un breve stelo eretto, formate da minuscoli fiorellini bianchi o rosati che si aprono in successione dal bordo verso il centro. Non è una fioritura vistosa né il motivo principale per cui si sceglie questa pianta, ma è gradita dalle api e da altri piccoli impollinatori, ed è uno dei rari elementi di attrattiva per la fauna utile in un tappeto erboso alternativo.
Fusti e radici
L'apparato è tipico delle piante stolonifere: fusti striscianti che emettono radici avventizie a ogni nodo di contatto con il suolo, e da lì nuove rosette di foglie. Questa capacità di radicare lungo tutto il fusto è ciò che rende la specie così efficace come tappezzante e così rapida nel colonizzare lo spazio disponibile, ma è anche il motivo per cui tende a espandersi oltre l'area prevista se non viene contenuta.
Specifiche tecniche
| Nome botanico | Lippia repens (sinonimo Phyla nodiflora) |
| Nome comune | Erba tappeto |
| Famiglia | Verbenaceae |
| Tipo | Erbacea perenne tappezzante |
| Altezza a maturità | 3-8 cm, in copertura estesa |
| Velocità di crescita | Rapida |
| Esposizione | Pieno sole, tollera la mezz'ombra leggera |
| Rusticità | Fino a circa -5 / -8 °C; la parte aerea può soffrire sotto questa soglia |
| Terreno | Adattabile, anche povero, purché non asfittico |
| Irrigazione | Regolare in fase di attecchimento, poi scarsa |
| Fioritura | Da tarda primavera ad autunno, continua |
| Colore del fiore | Bianco o rosato pallido |
| Diametro vaso | 18 cm |
| Uso | Prato alternativo, copertura tra le lastre, scarpate, bordi di vialetti |
Come gestire la pianta
Esposizione. Predilige il pieno sole, dove la copertura resta fitta e la fioritura è più abbondante. In ombra rada cresce comunque, ma con fusti più radi e allungati.
Irrigazione. Nelle prime settimane dopo l'impianto va mantenuta costantemente umida per favorire la radicazione ai nodi e la chiusura rapida del tappeto. Una volta stabilita è sorprendentemente resistente alla siccità e si accontenta delle piogge stagionali nella maggior parte del centro-sud Italia, salvo periodi di caldo prolungato in cui qualche bagnatura di soccorso migliora l'aspetto.
Concimazione. Non è una pianta esigente. Un concime organico a lento rilascio a inizio primavera è più che sufficiente; un eccesso di azoto produce fogliame morbido più sensibile al calpestio.
Potatura. Non richiede vere e proprie potature. Se la copertura invade zone non desiderate, basta tagliare i fusti striscianti con le forbici o passare il tosaerba a lama alta due o tre volte l'anno per contenerne l'espansione e mantenere un aspetto ordinato.
Impianto
Il periodo migliore per mettere a dimora l'erba tappeto è la primavera o l'inizio dell'autunno, quando le temperature sono miti e il terreno ancora caldo favorisce una radicazione rapida. Prepara il terreno eliminando le infestanti esistenti e livellandolo, quindi disponi le piantine a gruppi con una distanza di 25-30 cm l'una dall'altra: distanze più ravvicinate accelerano la chiusura del tappeto ma richiedono più materiale di partenza. Dopo l'impianto irriga a fondo e ripeti con regolarità nelle prime settimane, finché non si notano nuovi getti stoloniferi che indicano l'avvenuta radicazione. Per l'uso tra le lastre di un vialetto, basta inserire piccole porzioni radicate nelle fughe: la pianta tende a colonizzare da sola lo spazio disponibile nel giro di una stagione.
Problemi comuni
Diradamento in inverno. Nelle zone più fredde la parte aerea può seccare parzialmente; di norma ricaccia dagli stoloni radicati in primavera, salvo gelate particolarmente intense e prolungate.
Invasione di aree non desiderate. È la caratteristica più delicata da gestire: i fusti striscianti radicano facilmente e possono superare i confini previsti. Un bordo fisico (cordolo, lastra interrata) aiuta a contenerla.
Ingiallimento diffuso. Spesso legato a ristagno idrico su terreni compatti e poco drenanti: va migliorata la struttura del terreno con sabbia o materiale organico.
Presenza di infestanti tra le maglie del tappeto. Nei primi mesi, prima che la copertura sia completa, le infestanti trovano spazio per insediarsi; un diserbo manuale localizzato risolve il problema in attesa che il tappeto si chiuda.
A chi è destinata
È indicata per chi cerca un'alternativa al prato tradizionale su superfici che non richiedono un calpestio intenso e continuo, per riempire spazi tra pavimentazioni e vialetti, o per coprire scarpate dove il taglio dell'erba è scomodo. È una scelta pratica per chi vuole ridurre l'irrigazione e la manutenzione rispetto a un prato di graminacee. È meno adatta a chi ha bisogno di una superficie calpestabile intensamente, come un'area gioco per bambini, o a chi non vuole occuparsi di contenerne l'espansione ai bordi.
Domande frequenti
Si può calpestare?
Sopporta un calpestio occasionale e leggero, ma non un uso intenso e continuo come un vero prato da gioco.
Quanto tempo impiega a coprire il terreno?
Con un buon numero di piantine e irrigazione regolare, la chiusura del tappeto avviene in genere in una stagione di crescita.
Va tagliata come un prato?
Non è indispensabile, ma un taglio a lama alta due o tre volte l'anno mantiene l'aspetto più ordinato e contiene l'espansione.
Resiste alla siccità estiva?
Molto bene una volta radicata: è una delle sue caratteristiche migliori rispetto a un prato tradizionale.
Rimane verde tutto l'anno?
Nei climi miti sì, con qualche rallentamento invernale; nelle zone più fredde la parte aerea può diradarsi per poi riprendere in primavera.
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